TITOLO VII – Potestà disciplinare

Art.37 (Potestà disciplinare)

  1. Presso i Consigli dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sono istituiti i Consigli di Disciplina che svolgono compiti di valutazione in via preliminare, istruzione e di decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all’albo.

  2. Fatto salvo quanto previsto dalla legge, spetta al Consiglio di Disciplina istituito presso gli Ordini, la potestà di decidere le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche nel rispetto di quanto previsto all’articolo successivo.

  3. Le sanzioni, nei limiti definiti dal Titolo VIII, devono essere omogenee, adeguate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione della condotta nonché delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare l’infrazione.

  4. Ove la condotta addebitata costituisca autonoma violazione delle disposizioni del presente Codice, l’azione disciplinare dovrà essere esercitata in piena autonomia e libertà di giudizio, essere disposta e portata eventualmente a conclusione, indipendentemente da ogni altra eventuale azione giudiziaria.

  5. L’azione giudiziaria non sospende l’azione disciplinare ove la condotta addebitata costituisca autonoma violazione delle disposizioni del presente Codice.

 

Art. 37 bis (Componenti dei Consigli / Collegi di Disciplina)

  1. I componenti dei Consigli di Disciplina e dei Collegi di Disciplina devono svolgere il mandato improntando la propria attività ai principi di collaborazione, lealtà e correttezza nei confronti dell’attività del Consiglio dell’Ordine. Non devono in alcun modo ostacolare o interferire con l’attività amministrativa del Consiglio, né svolgere pressioni indebite utilizzando l’esercizio dell’azione disciplinare.

 

Art. 38 (Parità di trattamento, tutela dell’affidamento e unità dell’Ordinamento)

  1. Al fine di attuare l’Art. 3 della Costituzione e garantire la parità di trattamento, il Consiglio Nazionale assicura, ai sensi dei commi successivi, l’unità dell’ordinamento di categoria.

  2. Il Consiglio Nazionale potrà riformare le decisioni dei Consigli degli Ordini provinciali che, senza adeguate motivazioni, assumano un’interpretazione del Codice Deontologico non conforme alle precedenti decisioni emanate dal Consiglio Nazionale.

 

Art. 39 (Certezza del diritto)

  1. Il Consiglio Nazionale potrà massimare le sue decisioni e pubblicarle nel sito www.awn.it.; la massima esprime la ratio decidendi della decisione e indica congiuntamente fattispecie e regola deontologica applicata.

 

Art. 40 (Condotta)

  1. La responsabilità disciplinare discende dalla violazione dei doveri.

  2. Oggetto di valutazione è la condotta complessiva dell’incolpato.

  3. Quando siano state contestate diverse infrazioni nell’ambito di uno stesso procedimento, la sanzione deve essere unica.
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