TITOLO V – Rapporti interni

Art.19  (Rapporti con i colleghi)

  1. Il rapporto tra colleghi deve essere sempre improntato a correttezza e lealtà.
    La concorrenza deve svolgersi secondo i principi stabiliti dall’ordinamento, comunitario e interno, e dalle norme deontologiche che lo attuano. E’ vietata ogni condotta diretta all’accaparramento di clientela con modi non conformi alla correttezza e al decoro.


  2. Il Professionista chiamato ad assumere un incarico già affidato ad altro collega, ha l’obbligo di preventivamente accertarsi con il committente, che sia stato revocato formalmente l’incarico conferito al collega o che egli abbia formalmente rinunciato, informare per iscritto il collega stesso ed accertarsi del contenuto del precedente incarico.
    Il Professionista prima di svolgere l’incarico dovrà verificare in contraddittorio con il collega esonerato le prestazioni già svolte al fine di definire le reciproche responsabilità e salvaguardare i compensi fino ad allora maturati. Il Professionista in tal caso sostituito, salvo documentato impedimento, deve adoperarsi affinché il subentro avvenga senza pregiudizio per il prosieguo dell’opera. Costituisce illecito disciplinare il rifiuto, da parte del professionista sostituito o di quello subentrante, di effettuare la predetta verifica in contraddittorio. Sono fatti salvi i diritti d’autore.


  3. L’iscritto ha l’obbligo di astenersi da apprezzamenti denigratori nei confronti di un collega.

  4. Il Professionista chiamato a sostituire un collega deceduto, per effettuare la liquidazione dello studio e/o la sua temporanea gestione dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza, è tenuto ad accettare l’incarico, salvo conflitto di interessi o altro giustificato impedimento. Il Professionista sostituto ha l’obbligo di agire con particolare diligenza, avendo riguardo agli interessi degli eredi, dei clienti e dei collaboratori del collega deceduto. Per gli incarichi conferiti al deceduto ma eseguiti dal Professionista sostituto, gli eredi possono chiedere parere all’Ordine sulle modalità e criteri di ripartizione del compenso.

  5. Il Professionista chiamato a sostituire un collega in caso di sospensione dall’esercizio della professione o impedimento temporaneo ha l’obbligo di agire con particolare diligenza e gestire l’attività professionale rispettandone i connotati strutturali e organizzativi.

  6. Il Professionista che ritenga di promuovere causa per motivi professionali contro un Collega, ha l’obbligo di informare preventivamente il Consiglio dell’Ordine di appartenenza del Collega.

 

Art.20  (Concorrenza sleale)

  1. Costituiscono illecito disciplinare i seguenti comportamenti:
    a) attribuirsi come proprio il risultato della prestazione professionale di altro Professionista;
    b) il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti idonei a ingenerare dubbi sull’autore della prestazione professionale;
    c) la diffusione di notizie e apprezzamenti circa l’attività di un Professionista idonei a determinare il discredito dello stesso;
    d) il compimento di atti preordinati ad arrecare pregiudizio all’attività di altro Professionista;
    e) la qualificazione con modalità o l’uso di segni distintivi dello studio professionale che non rendano perfettamente identificabile la titolarità dello studio professionale.


  2. La rinunzia, totale o parziale del compenso è ammissibile soltanto in casi eccezionali e per comprovate ragioni atte a giustificarla. La rinunzia totale o la richiesta di un onorario con costi sensibilmente ed oggettivamente inferiori a quelli di loro produzione e di importo tale a indurre il committente ad assumere una decisione di natura commerciale, falsandone le scelte economiche, è da considerarsi comportamento anticoncorrenziale e grave infrazione deontologica.

 

Art. 21  (Rapporti con collaboratori e dipendenti))

  1. Nei rapporti con i collaboratori, da intendersi tutti i prestatori d’opera che svolgono lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione, e nei confronti dei dipendenti, da intendersi tutti coloro che svolgono prestazioni di lavoro con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e con vincolo di subordinazione, il Professionista ha l’obbligo di compensare la collaborazione in proporzione all’apporto ricevuto o a quanto concordato preventivamente.

  2. Il Professionista nei confronti dei propri collaboratori, ha l’obbligo di regolamentare i rapporti con costoro esercitando un ruolo di supervisione e responsabilità.

  3. Il Professionista nei confronti dei propri collaboratori, è tenuto:
    a) a non mettere in atto alcun tipo di comportamento atto a violare le norme riportate nell’art. 20;
    b) ad assicurare ad essi condizioni di lavoro adeguate;
    c) a concedere loro la possibilità di frequentare le attività di aggiornamento professionale;
    d) a mantenere i patti e gli accordi definiti al momento dell’inizio della collaborazione.


  4. Il Professionista è responsabile disciplinarmente quando incarica i collaboratori di prestazioni per le quali non sono abilitati.

 

Art. 22   (Rapporti con tirocinanti)

  1. Nei rapporti con i tirocinanti il Professionista è tenuto a prestare in modo disinteressato il proprio insegnamento della pratica professionale e a compiere quanto necessario per assicurarne l’adempimento, con particolare cura per le regole deontologiche.

  2. Il Professionista deve improntare il rapporto con chi svolge il tirocinio presso il suo studio alla massima chiarezza e trasparenza, con particolare attenzione ai compiti e alle modalità di espletamento dello stesso.

  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al tirocinio previsto dagli articoli 17 e 18 del D.P.R. n. 328/2001 s.m.i. e dall’art. 6 del DPR 137/2012.
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